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CAFFE' E DINTORNI

Conoscerlo
Famiglia: Rubiacea.
Genere: Coffea.
Ecco la carta di identità botanica del caffé.
Di Coffea ce ne sono in natura più di 80 specie, ma quelle importanti dal punto di vista commerciale sono due:
Coffea Arabica e Coffea Canephora, conosciute rispettivamente come Arabica e Robusta.
Come gli amanti e appassionati di caffé sapranno, per fare una miscela di caffé bisogna scegliere fra due categorie di caffé all’origine da cui provengono tutte le varie qualità della profumata bevanda.
Le due categorie sono i caffé Arabica e i caffé Robusta.
E’ ideologia comune credere che quando vediamo specificato su una confezione di caffé “100% Arabica” quel caffé sia migliore di altri.
Ma non è sempre vero. Esistono ottime e pessime qualità di caffé Arabica. E lo stesso discorso può essere fatto per il caffé Robusta.
Quindi un caffé “100% Arabica” potrebbe anche essere scadente!
La differenza tra queste due categorie di caffé è che i caffé Arabica sono più aromatici, più pregiati e più delicati, mentre i caffé Robusta hanno un gusto più marcato e forniscono al caffé in tazza una corposità e una cremosità maggiore.
Una miscela di caffé equilibrata è data dalla sapiente miscelazione di entrambe le categorie di caffé.
 

La conservazione
Uno dei nemici più infidi del caffé è l’usura del tempo. Anche i prodotti migliori perdono infatti la loro fragranza e deperiscono facilmente.
Ciò è dovuto all’irrancidimento dell’olio di caffé, ma soprattutto alla perdita o all’alterazione nella composizione dei costituenti volatili dell’aroma del caffé.
La principale causa dell’alterazione è rappresentata dall’ossidazione diretta, per azione dell’ossigeno dell’aria, o dall’ossidazione indiretta, per azione di perossidi che si sono formati a loro volta per ossidazione dell’olio di caffé.
Il modo migliore per mantenere intatta la fragranza e l’aroma del caffé è conservarlo in un barattolo a chiusura ermetica.
Il caffé può essere conservato anche in frigorifero, ma sempre riposto in un apposito contenitore a chiusura ermetica. Questo per evitare che il caffé possa assorbire l’umidità del frigorifero.
Il caffé non va mai riposto vicino a prodotti dai forti odori (ad es. : formaggi, tisane, etc..) perché è un prodotto molto particolare che tende ad assorbire gli odori vicini e questo ne modificherebbe il gusto.

L’espresso all’italiana
Un capitolo a parte merita il caffé espresso, cioè quel metodo di fare il caffé che pare sia stato escogitato da un napoletano che considerava eccessivo il tempo di preparazione dalla sua caffettiera casalinga e se ne fece costruire una personale da un ingegnere milanese.
L’espresso è un caffé preparato con un metodo di estrazione particolare che consente di ottenere una bevanda molto concentrata, dal gusto e dall’aroma intensi. L’estrazione con il metodo espresso viene eseguita con acqua deionizzata a 85-90°C e a pressione elevata 8-9bar; il tempo di contatto tra acqua e caffé varia dai 15 ai 35 secondi. Si utilizzano 7-8gr di caffé per tazza, macinato finemente e tostato da medio a scuro.
Il volume della bevanda per tazza oscilla intorno ai 20-35ml.
Le caratteristiche di un caffé espresso sono:
La crema
Si tratta di schiuma, cioè di una dispersione di gas (aria ed anidride carbonica) in un liquido; la parte liquida responsabile della sua formazione contiene oli emulsionati nell’acqua;
Il corpo
La corposità del caffé è soprattutto determinata dalla presenza di emulsioni oleose formatesi in presenza di lipidi polari, cioè di molecole complesse capaci di stabilizzarle.
Inoltre la concentrazione di sostanze estratte è più alta che nel caffé normale ed è anche presente, in sospensione nel liquido, una piccola quantità di minuscole particelle di caffé macinato;
L’aroma
L’intensità dell’aroma dell’espresso è dovuta soprattutto alla presenza della crema che funziona come trappola per le sostanze volatili, evitando che esse sfuggano immediatamente dopo la preparazione della bevanda. Una tazza ottimale di caffé espresso deve quindi possedere un corpo elevato, un retrogusto persistente, un gusto ed aroma intensi ed una crema compatta; a differenza del caffé filtro, che viene consumato come bevanda, l’espresso viene soprattutto utilizzato come una specie di elisir corroborante.
 

Per un buon caffé espresso
1) Temperatura dell’acqua
La temperatura dell’acqua della macchina da caffé dovrebbe essere di 90°C circa. Al di sopra di questa temperatura il caffé si presenta più scuro del normale ed ha un gusto bruciato, mentre ad una temperatura più bassa risulta molto liquido e chiaro, o “sottoestratto”.
2) Pressione del pompante
In una buona macchina,la pressione dell’acqua deve aggirarsi intorno agli 8-9bar.
3)Macinatura
Per avere un grado di macinatura ottimale la polvere di caffé deve risultare quasi impalpabile al tatto.
Ma la verifica vera e propria si ha osservando il modo di uscita del caffé dal portafiltro (quindi durante l’erogazione), che dev’essere a “coda di topo”.
Nei mesi caldi e asciutti la macinatura dovrebbe tendere al “fine”, contrariamente ai mesi freddi.
4)Dosaggio
La dose ottimale di caffé macinato da inserire nel portafiltro per una buona tazzina di espresso è di 7-8 grammi.
Al di sotto della quantità indicata si ottiene un caffé molto leggero e diluito. Superando la quantità, invece, il caffé uscirà dal portafiltro lentamente e a gocce, ed il sapore sarà poco gradevole e particolarmente forte. La riuscita di un buon caffé, infatti, non è legata alla quantità ma alla qualità della miscela utilizzata.
5)Tazzina calda
Un accorgimento non irrilevante è il controllo della temperatura della tazzina in cui si serve l’espresso.
Quando la tazzina è fredda, infatti, l’impatto fra il caffé caldo e la porcellana fredda “smonta” un po’ il caffé, lo raffredda e gli fa perdere un po’ di crema, facendolo anche apparire di un colore più chiaro del normale.


BACCHI Technical and design solutions
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DENOMINAZIONE D’ORIGINE
Si dichiara che questa macchina è costruita in Italia da
maestri artigiani della regione Emilia Romagna.


La macchina per caffé espresso all’italiana modello “CARIOCA”
è brevettata. La ditta BACCHI difende i propri diritti a termini di legge.

 



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